Il cantiere infinito del parcheggio di via Borgogna | Marco Granelli
Marco Granelli

Il cantiere infinito del parcheggio di via Borgogna

Cantiere infinito per parcheggio via Borgogna: con la sentenza TAR dei giorni scorsi che fissa udienza il 6 giugno 2018, il Comune sta cercando di togliere provvisoriamente il cantiere e recuperare per questi mesi l’area per i cittadini. E’ una storia infinita iniziata da Albertini, sindaco di destra che governava Milano, che nel 2004 decise di aprire decine di parcheggi a rotazione in centro alla città, per un’idea di città dove ognuno potesse arrivare in auto vicino a piazza Duomo, sacrificando aree preziose come giardini, piazze, viali alberati, la Darsena ecc. attraversando tutta la città con le auto, rimanendo poi fermo per lunghi anni fino al 2011. E Albertini non ebbe nemmeno il coraggio di farlo come Sindaco, ma si fece nominare “commissario straordinario al traffico” e decise da solo: una decisione solitaria che ha portato danni fino ad oggi per Milano: W la democrazia! Noi invece i parcheggi per chi entra in città li vogliamo sul confine comunale vicino alle metropolitane e stiamo infatti facendo Affori fn M3, M5 Bignami, M1 Bisceglie con un piano in più, piazzale Abbiategrasso M2. Dal 2004 il Comune di destra tergiversò per 6 lunghi anni fino al 2011 con i progetti fermi, diatribe con i costruttori, ecc. una città ridotta a un groviera, ma non per fare un’opera importante per i cittadini come una metropolitana, ma per stare fermi. Nel 2012 la Giunta Pisapia con Lucia De Cesaris e Pierfrancesco Maran decise di cambiare, di annullare più parcheggi possibile. Ma i costruttori volevano le penali, perchè avevano una concessione. E allora un anno di lavoro e a dicembre 2012 si firma un accordo con alcuni costruttori: di 12 parcheggi se ne cancellano 11 e se ne tiene solo uno e riducendo i posti a rotazione ampliando quelli per residenti, senza dare un euro di denaro pubblico ai costruttori che chiedevano 63 milioni di penali. Cancellati 11 parcheggi di via Sammartini, di Largo Gavirate, via Arganini, via Ardissone, via Manin, ecc. tutti cantieri fermi.

Per Borgogna comincia un confronto con i residenti e gli operatori che si oppongono al TAR e al Consiglio di Stato con alterne fortune. Ora finalmente il 6 giugno 2018 si saprà, ma è possibile che poi chi perda, ricorrenti o costruttori, vadano in Consiglio di Stato. E allora il Comune già questa estate ha ridotto già il cantiere in parte, e ora vuole provare a toglierlo del tutto, per poi rimetterlo appena si conoscerà la sentenza del Giudice. Senza ridiscutere l’accordo con la proprietà: ridiscutere e cancellare Borgogna significherebbe rimettere in discussione la cancellazione degli 11 parcheggi e/o cercare nel bilancio comunale i milioni per le penali, 20 o 30 o 40 milioni di €: noi preferiamo usarli per fare o ristrutturare scuole, strade, case.
Vogliamo un centro di Milano dove i cittadini arrivino con le metropolitane, con i tram e gli autobus, con le biciclette, a piedi, ecc. e chi deve usare i mezzi privati ad esempio per lavoro o consegna merci, utilizzi più possibile l’elettrico e meno i diesel: con i provvedimenti dell’area C del 2017 abbiamo dimezzato i diesel euro 4 diesel e raddoppiato gli elettrici, e Legambiente ci dice che abbiamo fatto invertire il trend delle vendite dei diesel in Lombardia e in Italia, proprio dopo le nostre misure e l’eco che hanno avuto. Noi ci proviamo, e chi adesso da destra ci attacca, si rivolga ad Albertini, a Berlusconi e a chi governava Milano tra il 2000 e il 2011.